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Il Trentino - 17 luglio 2010 - «Ecco la vera anima del Caucauso» PDF Stampa E-mail
Scritto da robytaz   
Sabato 17 Luglio 2010 00:00

«Ecco la vera anima del Caucauso»

Un guerrigliero senza più guerra, con il fucile in spalla, lungo uno scuro torrente. La foto, bellissima per inquadratura e tensione, suggerisce l’arcano del territorio raccontato dalla mostra “Northern Caucasus”, progetto del fotografo Davide Monteleone (Agenzia Contrasto) in collaborazione con la giornalista Lucia Sgueglia. E’ uno degli eventi per il decennale di Osservatorio Balcani e Caucaso, inserito nella rassegna. Indagine articolata e profonda sul Caucaso, a margine dei suoi troppi conflitti, illuminando i dettagli della vita quotidiana, è stato premiato con il World Press Photo, l’Emerging Photographer Grant e il Freelens Award. La composizione degli scatti è magistrale, quasi cinematografica. Le foto sono realizzate con una pellicola formato 6x6. Come dice l’autore: «Uso una macchina che ti costringe a meditare». Monteleone descrive il suo Caucaso come un “corpo che resiste”. «Questa è una differenza tra l’anima del Caucaso e quella russa - spiega - In Caucaso c’è più voglia di resistere che in Russia». Lucia Sgueglia, corrispondente dalla Russia per varie testate, racconta di una popolazione «con uno sguardo lucido sullo Stato e sulla democrazia. Nel Caucaso la gente sa qual è la giusta via, però attualmente è difficile perseguirla». L’impegno è documentare la complessità, oltre gli stereotipi. «Di solito i giornalisti stranieri descrivono le violazioni dei diritti umani - prosegue Sgueglia - E’ la cosa più facile, cinicamente. Noi vogliamo raccontare anche la pace, la quotidianità». Così si spiega anche l’origine della foto del guerrigliero lungo il torrente. «Ci ha portato alle sorgenti. Una cosa normale, in teoria - ricorda Monteleone - Il Caucaso è una terra di montagna ma gli abitanti non possono andarci. E’ pieno di posti di blocco. Delle montagne nessuno parla mai» prosegue Sgueglia. La mostra è aperta alla Fondazione Caritro di Rovereto fino all’8 agosto. Da lunedì 16 alla Fondazione Campana dei Caduti.
 
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